Il progetto editoriale

Ad Veritatem

La bellezza della lingua. L’avventura del pensiero.

Ad Veritatem nasce nel 2025 dal desiderio di vedere alcuni libri esistere.

Opere che amiamo profondamente e che riteniamo importanti nella storia della letteratura, dell’arte e del pensiero: testi custoditi in antiche stampe, capolavori che attendono una nuova voce italiana, questioni artistiche, musicali, filosofiche e politiche che chiedono di essere interrogate. Ogni progetto nasce dal desiderio di dare a questo incontro la forma di un libro.

Pubblicare, per Ad Veritatem, significa dare a ciascun libro la forma editoriale che gli è necessaria. I testi recuperati vengono trascritti, confrontati con le fonti, criticamente rivisti e corredati di introduzioni, note e apparati; le opere straniere vengono ritradotte a partire da una riflessione insieme sull’originale e sulle possibilità della lingua italiana; i saggi nascono dal confronto diretto con le opere, i documenti e le fonti.

Il catalogo riunisce letteratura, musica, cinema, interpretazione e questioni del presente. A tenere insieme questi ambiti è la fiducia nell’incontro con le opere come origine di pensiero e conoscenza. La cura editoriale cerca per ciascun libro una forma capace di esprimerne la ricchezza.

Riportare alla luce

In Lucem raccoglie opere di grande valore rimaste ai margini della vita editoriale: testi conservati in antiche stampe, in attesa di una prima edizione moderna o oggi accessibili soprattutto attraverso edizioni specialistiche.

Riportarli alla luce significa anzitutto tornare al testo. Ogni volume nasce da un lavoro di trascrizione, confronto delle fonti e revisione critica, ed è accompagnato da introduzioni, note e apparati pensati come parte integrante dell’edizione.

Il rigore filologico è la condizione perché l’incontro con l’opera possa avvenire davvero. Il commento è anche un modo di leggere. Le introduzioni e le note di In Lucem cercano perciò una scrittura viva, chiara e partecipe, capace di attraversare insieme lingua, storia, forma, idee, immagini e riferimenti culturali. Il commento accompagna il lettore dentro l’opera, ne apre le risonanze e ne fa percepire la ricchezza.

Restituire un libro al presente significa per noi questo: stabilirne con cura il testo e, nello stesso tempo, creare intorno ad esso le condizioni perché possa tornare a essere letto come un’opera viva.

Tradurre dentro una lingua

Le Traduzioni impossibili nascono dal desiderio di dare una nuova voce italiana a grandi opere straniere.

Per Ad Veritatem la fedeltà di una traduzione comincia dalla comprensione più precisa possibile dell’originale e comprende il suo ritmo, la sua temperatura, il modo di costruire la frase, di guardare le cose e di far risuonare le parole. Tradurre significa cercare quali risorse della lingua italiana possano restituire tutto questo con la maggiore intensità possibile.

La comprensione di ciò che un testo dice conduce a una domanda sulla forma: «quale italiano può veramente accoglierlo?».

Da qui nasce l’idea degli incontri impossibili. Kafka con Collodi, Tolstoj con Manzoni, Voltaire con Ariosto, Fitzgerald con Gozzano, Carroll con Giusti: ogni accostamento parte da un’affinità profonda fra due mondi letterari e dalla convinzione che la grande tradizione italiana custodisca possibilità linguistiche ancora vive, capaci di diventare strumenti della traduzione contemporanea.

L’autore italiano scelto diventa così una lingua da conoscere in profondità: il suo lessico, la sintassi, il ritmo, il rapporto fra registri, la misura dell’ironia, della gravità o della leggerezza. Da questa conoscenza nasce una traduzione che cerca insieme l’esattezza verso l’originale e la massima qualità letteraria possibile in italiano.

La fedeltà consiste allora nel trovare nella nostra lingua un equivalente artistico delle forze presenti nell’opera: ciò che nell’originale è secco deve poter restare secco; ciò che è musicale deve poter risuonare; ciò che è ironico, brutale, semplice o solenne deve trovare una forma italiana capace di produrre un’esperienza corrispondente.

Ogni volume presenta il testo originale a fronte, perché il lettore possa seguire direttamente il rapporto fra le due lingue e incontrare la traduzione come una vera lettura dell’opera attraverso le possibilità dell’italiano.

Intonare il pensiero alla musica

Intonazioni nasce dalla convinzione che la tecnica musicale sorga dall’incontro profondo con l’opera.

È la comprensione del suo carattere, del suo gesto, del tempo che la attraversa e del mondo spirituale che essa apre a generare il modo concreto di suonarla, dirigerla o insegnarla.

I libri della collana esplorano questa idea da prospettive diverse: il gesto, l’ascolto, il fraseggio, l’agogica, la pedagogia, il rapporto fra corpo e suono. Li accomuna una concezione nella quale la tecnica è la forma che l’intenzione musicale assume quando diventa gesto.

Il percorso procede dunque dall’ascolto dell’opera verso i mezzi che essa stessa richiede. Per questo Intonazioni accoglie tanto studi contemporanei quanto testi del passato da riscoprire o tradurre per la prima volta in italiano: libri lontani per epoca e linguaggio, uniti dalla stessa fiducia nella musica come origine del gesto che la realizza.

Le forme della luce

Le forme della luce è dedicata a registi per i quali il cinema diventa un luogo di interrogazione del trascendente, del sacro e del rapporto dell’uomo con ciò che eccede la sua esperienza immediata.

I libri della collana nascono per coppie. Accostano autori che condividono territori, domande o forme cinematografiche e sviluppano risposte profondamente diverse. Il confronto usa la vicinanza per rendere più visibile la distanza e la distanza per comprendere meglio ciò che ciascun regista possiede di irriducibile.

Tarkovskij e Béla Tarr, Bergman e Dreyer: mondi prossimi per gravità, essenzialità, attenzione al tempo, al volto e al silenzio, nati da concezioni diverse del sacro, della realtà e della trascendenza.

La trascendenza può aprirsi verso un oltre oppure nascere da un’adesione radicale al reale; il divino può essere presenza, assenza, domanda, silenzio. Ogni volume cerca così di comprendere due artisti attraverso il loro incontro: ciò che li avvicina rende più nitide le differenze, e ciò che li separa permette di riconoscere con maggiore precisione la particolare forma spirituale che il cinema assume in ciascuno di loro.

Forme diverse della luce come forme diverse del rapporto con il trascendente.

Le forme dell’umano

Le forme dell’umano raccoglie opere che hanno mutato il nostro modo di pensare la coscienza, la libertà, il corpo, il linguaggio, l’inconscio, la conoscenza e la vita spirituale.

Filosofia, psicologia e psicoanalisi vi si incontrano come diverse vie di una stessa interrogazione sull’uomo. La collana restituisce grandi classici e opere dimenticate o difficilmente reperibili attraverso nuove traduzioni integrali, edizioni criticamente riviste e recuperi condotti sulle fonti originali.

Accanto ai testi fondamentali, Le forme dell’umano dà particolare attenzione alle opere rimaste ai margini della loro ricezione italiana: libri mai tradotti integralmente, traduzioni ormai lontane nel tempo, scritti dispersi e pensatori la cui importanza storica non trova più corrispondenza nella loro effettiva disponibilità editoriale.

Testi nati per comprendere l’uomo e ancora capaci di interrogarlo.

Gli infedeli

Gli infedeli nasce da una domanda: da dove vengono le categorie con cui interpretiamo un’opera?

La cultura filosofica, psicologica e psicoanalitica ha elaborato strumenti estremamente raffinati per leggere immagini, miti, racconti e forme artistiche. Proprio per questo l’incontro con l’opera richiede una particolare disponibilità: sospendere, per quanto possibile, ciò che già sappiamo e lasciare che sia l’opera stessa a suggerire la grammatica della propria interpretazione.

La cultura rimane disponibile nell’anticamera della coscienza. L’incontro avviene a mani nude, nella disponibilità ad accogliere ciò che l’opera suggerisce.

I libri della collana mettono alla prova interpretazioni filosofiche, psicologiche o psicoanalitiche chiedendo anzitutto se nascano davvero dall’opera che intendono illuminare. E cercano strumenti di lettura che emergano dalla forma, dalla materia, dai gesti, dalle immagini e dalle tensioni interne dell’opera stessa.

L’opera mette alla prova le nostre categorie e apre la possibilità di trasformarle.

Sine ira

Sine ira nasce dall’esigenza di comprendere questioni politiche e geopolitiche attraverso la storia, le fonti e il confronto delle interpretazioni.

Nel dibattito pubblico, fatti, documenti e vicende storiche vengono spesso organizzati dentro narrazioni contrapposte. La collana torna alle fonti, ricostruisce i contesti, mette a confronto interpretazioni differenti e verifica le affermazioni alla luce dei dati disponibili.

Il suo scopo è rendere il giudizio più libero. Quando una lettura appare costruita per confermare una posizione già assunta, Sine ira cerca di sottoporla alla prova dei fatti, distinguendo ciò che è documentato da ciò che appartiene all’interpretazione, alla retorica o alla propaganda.

I libri della collana affrontano così conflitti, figure politiche e grandi questioni geopolitiche cercando di restituirne la complessità prima che essa venga ridotta alla necessità di scegliere immediatamente un campo.

Comprendere viene prima di aderire.

Verso la verità

Ad Veritatem significa «verso la verità»: un cammino di conoscenza che prende forma attraverso i libri.

L’incontro con un’opera può aprire una domanda, trasformare il nostro sguardo e generare una comprensione più profonda. Ogni libro nasce dalla cura dedicata a questa possibilità.

È questo movimento a tenere insieme libri e collane molto diversi: la cura di un testo antico, una nuova traduzione, l’ascolto di un’opera musicale, il confronto fra due cinematografie, la verifica di un’interpretazione, la ricostruzione di una vicenda politica.

Direzione editoriale

Ad Veritatem è stata fondata ed è diretta da Luigi Gaggero, direttore d’orchestra, musicista e docente.

L’esperienza dell’interpretazione musicale — il rapporto fra fedeltà e libertà, fra testo e sua realizzazione, fra tradizione e presente — attraversa naturalmente una parte del progetto editoriale e incontra una domanda più ampia: in che modo un’opera può essere trasmessa, letta, tradotta e fatta vivere custodendo ciò che la rende unica?

Il catalogo cresce da questa domanda, libro dopo libro.